Philosophy for Children

 

 

La proposta rivolta ai ragazzi è la pratica della Philosophy for Children, che prevede la costituzione della classe in Comunità di Ricerca. Il percorso si sviluppa in sessioni settimanali di un’ora, nelle quali, adottando regole condivise, i ragazzi disposti in cerchio sviluppano una discussione intorno al tema emergente dalla loro interrogazione al testo proposto come stimolo iniziale. Il filosofo-facilitatore sorveglierà la correttezza procedurale e lo stile filosofico delle argomentazioni esposte, segnerà sulla lavagna a fogli una mappa del processo sviluppato in ogni sessione, in modo da mantenerne traccia, stimolerà la meta-riflessione sul pensiero espresso.

Favorendo lo sviluppo del pensiero critico, del pensiero creativo e del pensiero caring (affettivo-valoriale), la Philosophy for Children promuove negli studenti il pensiero complesso, indispensabile a orientarsi nel mondo e a tenere insieme il pensiero e l’azione.

L’esercizio di competenze riflessive in stile filosofico (pensiero meta-cognitivo), l’attitudine alla ricerca come pratica etico-dialogica (sviluppo di capacità logico-argomentative, di vicendevole ascolto e attenzione, di negoziazione e auto-correzione) favorisce un approccio alla complessità dinamico, flessibile, interattivo, oltre che l’incremento del senso di responsabilità individuale, in un orizzonte democratico e di reciproco rispetto della singolarità di ciascuno.

 

La Philosophy for Children

  • Fa riferimento ad una pedagogia di matrice pragmatista (Peirce, James, Dewey) ove l’educazione alla ragione è intesa come percorso formativo necessario per la costruzione di una società democratica;
  • Mira alla promozione di un progetto di sviluppo della persona in cui la dimensione individuale si dis-piega e integra nella co-costruzione sociale delle idee e nella responsabilità condivisa delle azioni;
  • Valorizza l’interazione sociale come potenziale cognitivo riprendendo quella letteratura scientifica collocata entro la ricerca picopedagogica contemporanea di matrice socio-costruttivista;
  • Sottolinea la componente dialogico-discorsiva della conoscenza e della cultura;
  • Pone una forte attenzione alla valenza motivazionale che anima il programma. Educa a volere il confronto, a sostare nel dubbio e nella ricerca.

 

Presupposti e obiettivi della Philosophy for Children:

  •  Valorizzare una visione dell’infanzia e dell’adolescenza come fonti di stupore, meraviglia e ricerca di significati e di senso;
  •  Sostenere una prospettiva democratica dell’educazione e del sapere di matrice pragmatico-attivista per la quale l’educazione al pensiero critico e riflessivo è un percorso necessario per la costruzione di una società democratica;
  •  Attivare un’educazione concepita come percorso di crescita del pensiero, del pensare bene, e fare una buona ricerca filosofica realizzata nella cooperazione e nella partecipazione;
  • Valorizzare l’espressione del singolo all’interno di un contesto co-partecipativo e co-costruttivo del pensiero;
  •  Favorire il processo filosofico del dubbio attraverso la domanda come luogo di crescita, confronto, emancipazione e approfondimento;
  •  Concepire la classe come Comunità di Ricerca (CdR), in cui discutendo s’impara, attraverso l’esercizio del rispetto del turno di parola, dell’argomentazione delle proprie idee, dell’interlocuzione pertinente, cogliendo il punto di vista dell’altro;
  • Valorizzare il dialogo e il silenzio come medesimi veicoli di comunicazione e confronto all’interno della Comunità di Ricerca;
  •  Attivare e incrementare le abilità cognitive complesse facilitando l’argomentazione a sostegno del proprio punto di vista;
  • Valorizzare il pensiero come un’attività di ragionamento multidimensionale e complessa in cui tre tipi di pensiero: critico, creativo e caring, si articolano e si integrano;
  • Praticare le emozioni e l’attenzione ai valori per educare ad un miglior giudizio, valutare attraverso un’indagine comune critica in cui il proprio punto di vista è solo un punto di partenza da esprimere, condividere, accrescere;

 

Il facilitatore della comunità di ricerca (CdR):

 

  • Non esprime il proprio giudizio;
  • Interviene con domande di puntualizzazione e focalizzazione attraverso esempi, chiarificazioni, argomentazioni rispetto alla processualità dialogica; 
  • Interviene per modulare il dialogo nella direzione del progetto comune di ricerca;
  • Ha una specifica competenza di indagine filosofica;
  • Ha una doppia funzione:

1. epistemica: che garantisce al dialogo direzionalità rispetto al tema scelto dalla CdR (senza essere direttivo), profondità rispetto al problema, fluidità del dialogo, scomponibilità epistemica, ossia favorisca la co-costruzione di una conoscenza che parta dal confronto e dall’integrazione di più posizioni epistemiche;

2. regolativa:che garantisca la partecipazione democratica al processo dialogico; pari opportunità di espressione e argomentazione; il rispetto delle regole stabilite; il rispetto interpersonale tra i partecipanti al processo dialogico.

 

 

Abilità cognitive in gioco nell’attività della CdR:

  • Classificare, categorizzare, generalizzare;
  • Elaborare ipotesi, definire termini, sviluppare concetti, scoprire alternative;
  • Riconoscere le differenze di prospettiva, riconoscere relazioni (mezzi, fini, parti, tutto);
  • Stabilire connessioni, ricavare inferenze, utilizzare strumenti della logica informale e della logica formale;
  • Addurre ragioni, formulare problemi, operare con analogie e metafore, identificare ed usare criteri, trattare le ambiguità.

       

A chi si rivolge la Philosophy for Children:

A tutto il ciclo della scuola materna, primaria, secondaria di I e II grado.

 

Materiali d’uso:

  • Testo-pretesto;
  • Lavagna a fogli mobili;
  • Pennarelli;
  • Registratore.

 

Testi espressamente ideati per la Philosophy for Children:        

  • L’ospedale delle bambole (scuola dell’infanzia);
  • Elfie (classi I e II elementare);
  • Kio & Gus (classe III elementare);
  • Pixie (classi IV e V elementare);
  • Il prisma dei perché (ragazzi da 12 a 15 anni);
  • Mark (scuola superiore).

 

 

 

Metodologia dell’attività:

  • Lettura condivisa del racconto (a turno ogni bambino è invitato a leggere un breve tratto del brano proposto);
  • Invito a formulare una domanda individualmente o in piccoli gruppi in relazione ai problemi e alle suggestioni emergenti dal testo;
  • Stesura dell’ agenda attraverso la raccolta e la registrazione delle domande sulla lavagna a fogli, con l’indicazione, accanto a ciascuna, del nome della persona che la ha formulata;
  • Condivisione e individuazione di uno o più temi emersi dalle domande;
  • Scelta del tema su cui la CdR intende discutere;
  • Interventi non direttivi del facilitatore per stimolare la riflessione e l’approfondimento del dialogo;
  •  Piano di discussione (o nucleo di interesse euristico): il dialogo e l’approfondimento prendono vita…
  •   Valutazione (autocorrettiva): la CdR avanza un’osservazione sul processo dialogico che si è realizzato nella sessione rispetto ai seguenti criteri: ascolto, partecipazione, emozione, approfondimento, ruolo del facilitatore. L’autovalutazione non ha lo scopo di giudicare la CdR, ma di evidenziarne in modo critico e condiviso i punti di forza e le fragilità, individuando gli aspetti da migliorare.